Halloween fa parte della tradizione popolare. Lanterne a forma di zucca e i bimbi che vanno in giro travestiti da mostri per le strade. Dolcetto o scherzetto? Cosa mangiare ad Halloween 2018? In Piemonte e Valle D’Aosta vigono due tradizioni molto simili. Infatti si prepara una sontuosa tavola per fare cenare i defunti. I partecipanti si recano al cimitero per lasciare il campo libero ai trapassati in visita che si crede parlino tra loro, predicendo l’avvenire dei propri congiunti. In Piemonte, la sera di Ognissanti ci si raduna per recitare il rosario e cenare con le castagne.
La tradizione calabrese vuole che i poveri portino messaggi ai defunti ritenuti immuni alla morte. Infatti la mattina presto del giorno dei morti vengono preparate pietanze come focacce di pane lievitato e cotto al forno e fichi secchi da dare ai più poveri perché possano fare da tramite.
In Sardegna si cena con pastasciutta e se ne lascia un po’ nel piatto per “Maria punta boru”, una vecchina che passa a bucare le pance per sfamarsi in caso non trovi cibo in tavola. I morti si commemorano lasciando sulla tavola priva di posate un piatto di maccheroni fatti a mano, un bicchiere di vino e una brocca di acqua per i defunti in visita. Per i sardi Halloween viene conosciuto come Is Animeddas e Su Mortu Mortu.
In questa occasione tutti i bambini ricevono dei doni durante la mattinata del 2 Novembre. Di solito sono acquistati dai genitori la notte del giorno prima tra i mercatini rionali allestiti nelle piazze della Sicilia. Inoltre è diffusa la credenza che nel corso della celebrazione della Messa dei Morti vengano condannate le anime di quei preti che ingannarono i fedeli per avidità, richiedendo offerte senza poi effettuare le liturgie. Tali anime devono quindi celebrare le “Misse Scurdate” fino a soddisfare il proprio obbligo.
Le Fave dei Morti sono diffuse in Friuli Venezia Giulia. Le fave, ingrediente principale, vengono surrogate in un impasto a base di mandorle, zucchero e uova e vengono preparate nel periodo di Halloween come offerta per i defunti.
In Lombardia e in Toscana è diffuso il “pan dei morti”. E’ un dolcetto dalla forma allungata che ricorda un osso. Spesso è conosciuto con il nome di “ossa dei morti”. L’impasto, inserito tra due ostie, è composto da una base di biscotti sbriciolati, mescolati con uvetta, fichi secchi tagliati a dadini, mandorle e un po’ di cannella.
La ricetta del grano bollito vede le sue origini nel rito greco-binzantino durante il quale si benediva questo alimento per poi consumarlo per i defunti. Il grano divenne poi simbolo del legame tra l’uomo e la terra. Il grano bollito è diventato una costante nella celebrazione di Ognissanti e viene preparato con una aggiunta di miele, a rappresentare la dolcezza del trapasso, guarnito con chicchi di melograno e condito con mosto cotto, a rappresentare il lutto che circonda il defunto.
I pupi di zuccaro sono un dolce tipico della Sicilia. Rappresentano personaggi antropomorfi come dragoni, paladini, bersaglieri, coppie di sposi, dame del settecento. Sono solitamente regalati ai bambini in occasione della tradizionale festa di Ognissanti.
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